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Bitcoin e Blockchain: cosa sono e come usarli.

Su internet spesso appaiono articoli sul Bitcoin e su come l’avvento delle criptovalute modificherà l’economia globale, ma cosa è esattamente un Bitcoin?

La risposta secca e più facile da dare è dire che i Bitcoin (BTC) sono valute come lo sono l’Euro (EUR/€) o il Dollaro (USD/$) con due uniche sostanziali differenze:

  1. non esistono sotto forma di carta o moneta, ma sono completamente virtuali.
  2. non sono erogati da un’unica autorità centrale, quindi non esiste un unico libro mastro, ma ogni persona che possiede un portafoglio (digitale) per essi ha di fatto una copia le transazioni avvenute all’interno della rete.

Il fatto che non vi sia alcuna autorità garante sull’effettiva validità delle monete, apre ad una serie di problematiche che senza internet non sarebbero mai potute risolversi, ma per capire il futuro bisogna conoscere bene il presente ed il passato.
Durante il Medioevo, a seguito della caduta dell’Impero Romano, la manutenzione scarsa delle strade e l’imboschimento di tutta Europa generarono condizioni favorevoli per brigantaggio. Date tali condizioni e l’impossibilità di portare quindi grosse somme di denaro in giro per città i commercianti organizzarono istituti di credito che a fronte di una lettera scritta e non falsificabile, permettevano operazioni di deposito e di prelievo dalle loro casse eliminando il problema alla radice (se non mi porto i soldi dietro non puoi rubarmi nulla, no?). Ed è così che nacquero originariamente le banche, come una autorità di garanzia (trusted authority). Oggi nell’epoca di Internet e grazie alla rapida diffusione dell’informazione ed al protocollo P2P questa funzione di garanzia delle banche potrebbe essere sostituita dalla tecnologia del blockchain. L’idea di fondo è passare da uno schema di fiducia di tipo tipo “trust the big one” ad un altro a prima vista molto più spaventoso, ma decisamente rivoluzionario: trust no one.

Che cos’è quindi la tecnologia blockchain?

Una blockchain (in italiano letteralmente: catena di blocchi) è una base di dati distribuita, introdotta dalla valuta Bitcoin che mantiene in modo continuo una lista crescente di record, i quali fanno riferimento a record precedenti presenti nella lista stessa ed è resistente a manomissioni. La prima e più conosciuta applicazione della tecnologia blockchain è la visione pubblica delle transazioni per i bitcoin, che è stata ispirazione per altre criptovalute e progetti di database distribuiti.

(from Wikipedia)

Seguendo quindi il caso del Bitcoin è corretto affermare che il blockchain offre ad ogni portafoglio della sua rete un libro mastro distribuito detto distributed ledger, un database che è volutamente condiviso e sincronizzato attraverso la rete. Tale meccanismo permette alle transazioni della rete di avere una sorta di testimonianza pubblica dell’effettiva validità di tali transazioni, rendendo molto difficile un eventuale tentativo di falsificazione. Ogni nodo della rete quindi può accedere ai registri condivisi e può possederne una copia di essi. Ovviamente ogni aggiunta sul ledger è condivisa e copiata da tutti i partecipanti nel giro di secondi o minuti.

Per garantire l’autenticità e l’integrità delle transazioni quindi si utilizza la firma digitale, che invece di mantenere indicazione sulla singola transazione e mantenere un portafoglio ha un riferimento a tutte le transazioni precedenti sia per le transazioni inviate che per le transazioni ricevute. Bisogna inoltre garantire l’unicità delle transazioni, ovvero che una transazione venga usata una e una sola volta e non possiamo fidarci del timestamp per evitare il double spending. Per verificare le transazioni quindi e non generare corruzione nella blockchain si utilizza un algoritmo di consenso. Coloro che usano tale algoritmo di validazione sono i cosiddetti miners, che utilizzano la forza delle loro CPU e GPU per validare le transazioni al prezzo di una piccola commissione per ogni transazione validata.

La probabilità di vincita è equamente distribuita poichè ogni blocco si riferisce a un blocco precedente in modo tale da mantenere l’ordine nella struttura del blocco. Per evitare problemi ed attacchi alla catena, i miners non si limitano a verificare la transazione ma devono inoltre risolvere un problema matematicamente complesso e l’unico metodo utilizzabile è un “attacco a forza bruta” (bruteforce), cercando quindi di testare una per una le eventuali soluzioni possibili al problema generandole in maniera sistematica.

Chiunque voglia validare una transazione inizia nel medesimo istante degli altri poiché non ha modo di validare una transazione degli altri. Essendo ogni blocco precedente necessario alla validazione del successivo un eventuale attaccante non può quindi precomputare soluzioni per avvantaggiarsi. L’ordinamento viene indotto quindi a causa del fatto che nelle reti wireless non posso verificare un’occorrenza di una collisione (CSMA/CD) tra trasmissione e ricezione e non tutti i multiple access accedono contemporaneamente ma aspettano un tempo randomico prima di accedere. Bisogna quindi gerarchizzare l’accesso in modo tale che uno solo o un numero limitato vinca. Per fare una roba del genere si prende l’oggetto e si fa una hash function e un numero randomico.

Se un attaccante è uno solo, è uno vs LA RETE, la probabilità che vinca è molto bassa e quello che vince è il concetto di proof of work: “ho lavorato per forza bruta ed ho rotto il meccanismo e legittimato l’ordinamento dei blocchi”.

Avere dei bitcoin significa quindi che in quella lista di transazioni vi è un saldo di transazioni ricevute che non sono ancora state spese. Considerando inoltre che mediante il network TOR si può printare (scrivere) un indirizzo IP falso sulle transazioni, garantendo un quasi completo anonimato, si comprende il motivo per il quale i bitcoin sono stati aspramente criticati dalle autorità per l’esser di fatto diventata una delle monete di scambio preferite dalle attività illegali sul web. Tali attività hanno però di fatto contribuito all’aumento della quantità scambiata del bitcoin e lo hanno portato ad essere la moneta più costosa dell’universo delle criptovalute, il cui valore si aggira al momento della stesura dell’articolo intorno ai 3100 €. Il prezzo preciso può essere consultato in tempo reale sulla seguente immagine:

bitcoin price

A breve rilascerò un articolo per cercare di indirizzare un nuovo utente all’uso delle criptovalute. Per concludere lascio un paio di immagini che riassumono in inglese ed un po’ più nel dettaglio il funzionamento del bitcoin e della sua economia (fonti alla fine dell’articolo).

Fonti usate per l’articolo:

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